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I lavori: dal 2002 al 2011.

     Ad entrare nella Chiesa di via dei Barbieri nell’anno 2001, si aveva l’impressione di giungere in uno di quegli edifici appena usciti da un terremoto devastante: calcinacci per terra, polvere e suppellettili rotte dovunque, insieme a quadri marciti dalla forte umidità che si percepiva subito, robaccia sparsa un po’ ovunque, e via dicendo.
     E’ esattamente questa l’impressione che provai in una mattinata di ottobre del 2001, insieme al forte desiderio di uscire dall’edificio quanto prima, per la sensazione di precarietà statica che trasmetteva l’insieme della Chiesa.
     Anche la facciata non era da meno: completamente annerita dallo smog e dall’incuria, dava l’impressione di Chiesa abbandonata e oramai destinata a divenire un relitto, presto rifugio per gatti di strada e uccelli notturni. Insomma, un vero disastro.
     Venni a sapere che la Chiesa era da oltre vent’anni chiusa e non officiata, pur essendo sempre regolarmente consacrata e censita tra le Chiese della Diocesi, fra quelle annesse ad un’Arciconfraternita.
     Il probabile destino di distruzione era molto vicino, poiché, come verrà poi spiegato meglio nella relazione sui lavori, i problemi strutturali che affliggevano la Chiesa erano molto gravi.

don Antonio

IL RESTAURO - Stucchi e cornici

I recenti restauri hanno restituito all’edificio l’aspetto che presentava nel Settecento. La facciata è stata ripulita e le decorazioni dell’interno sono state riportate al colore originario. Inoltre, si è deciso di mantenere la statua del Nazareno, con la relativa nicchia, poiché caratteristica dell’Arciconfraternita che trovò sede in questo edificio.

immagine angeli
Stuccatura di cornici ed intonaci

restauro cornice
Interventi di pulitura, consolidamento, riadesioni,
integrazione plastica, e reintegrazione pittorica


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